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Posts Tagged ‘Superflat’

Seconda parte della conferenza tenuta da di Hiroki Azuma alla  MOCA Gallery di Hollywood il 5 aprile 2001.Traduzione automatica by Yahoo adattamento Paola Pavese
Testo originale inglese

Finora ho parlato del Superflat in una prospettiva subculturale, approfondendo il rapporto tra cultura Otaku e Giapponesismo. Ora, invece, offronterà l’orgomento Superflat da un punto di vista più filosofico, scandagliando il rapporto tra cultura Otaku e postmodernità.

Takashi Murakami, quando parla del movimento Superflat, enfatizza la sua qualità superficiale. Il mondo Superflat non ha profondità, non conosce l’occhio del fotografo, né la prospettiva. La radicale esplosione dell’immaginazione e degli esperiementi figurativi, emerge per riempire questa mancanza di profondità. In termini di psicanalisi lacaniana, si potrebbe dire che la mancanza del simbolico è colmata dall’immaginario.

Tuttavia, non credo che questo spiegazione sia sufficiente. La cultura postmoderna Otaku che è presente nelle opere che Takashi Murakami ha qui raccolto, sembra essere non solo unidimensionale, ma fornire, tramite questa enfatizzazione, questo essere super, una sorta di profondità, una profondità postmoderna. Non è solo piatta, ma anche superpiatta, come recita il titolo di questa mostra. Ma cosa significa ?

(continua)

La parola postmoderno o postmodernità è stata molto usata per analizzare i fenomeni culturali  gli anni 70. Due sono i punti fondamentali posti alla discussione nel contesto postmoderno. Jean-Francois Lyotard, filosofo francese, ha sostenuto che nell’era postmoderna la Grande Narrazione che aveva unificato l’intero sistema di conoscenza sparisce e che l’unità della società si disperde. Nascono molte piccole narrazioni, differenti comunità culturali. Jean Baudrillard, sociologo francese, mette in risalto un altro punto, sostenendo che la distinzione moderna fra l’originale e la copia, il reale e l’immagine, si è persa e che nell’era posmoderna tutto si trasforma in un simulacro. Lyotard dà risalto al cambiamento sociale  e politico, Baudrillard alla discussione estetica e culturale, ma entrambi gli argomenti sono sostenuti dalla stessa intuizione. Nell’era postmoderna, dopo gli anni 60 o gli anni 70, la nostra società è andata perdendo poco a poco il valore della profondità, il valore di qualcosa dietro le cose visibili, percettibili con il quale confrontarci nella nostra vita quotidiana. Lo possiamo chiamare Dio, Verità, Giustizia, Patria, Ideologia o Oggetto secondo il contesto culturale: tutte le tali grandi categorie stanno perdendo la loro credibilità, questo dicono i postmodernisti. Di conseguenza, possiamo dire che il concetto di Superflat è esattamente e tipicamente postmodernista.

(continua)

Tuttavia, penso che la cultura postmoderna abbia una struttura più complicata. Non dovrebbe essere considerata come un superficiale, unidimensionale supermercato.  La cultura postmoderna è sostenuta dalla sensibilità verso una differente profondità. Sto scrivendo un libro su questa profondità postmoderna, che sarà pubblicata entro l’anno. La concezione che sviluppo nel mio libro è che dovremmo afferrare questa profondità postmoderna come Database piuttosto che  come Storia. La struttura sociale postmoderna è basata non su un’ invisibile ideologia , ma su altrettanto invisibili informazioni,  come nel caso di  Internet. La nostra società sta perdendo la Grande Narrazione ma sta costruendo al suo posto il grande Database e il simulacro che ricopre la superficie postmoderna è controllato e regolato da questo Database.

Come i postmodernisti dicono spesso, tutti i prodotto postmoderni (non solo nelle arti ma nella  letteratura, nella musica e in molti prodotti della cultura pop) sono generati non da un’idea, non dalla percezione dell’artista di essere creatore, né da un’ideologia, ma dalla scomposizione e ricomposizione  o da una nuova lettura delle opere precedenti. Gli artisti o gli autori postmoderni preferiscono smantellare le precedenti opere in elementi, in frammenti e riunirli ripetutamente, piuttosto che esprimere la loro propria condizione di autore e la propria originalità. L’accumulazione di questi frammenti (Cd, videoclip, Web site…) è un database anonimo da dove i lavori conteporanei emergono. Credo che possiate trovare questa tendenza in quasi tutte le arti, e ne sono un chiaro esempio molti film hollywoodiani e la musica techno e house. Adesso vi mostrerò alcuni esempi prodotti in Giappone dalla cultura Otaku.

(continua)

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Invitandomi a saltare da un nodo all’altro della rete, la famiglia Murakami mi sta aiutando a tessere la trama dei miei pensieri e presto parlerò diffusamente del versante figurativo di questo intreccio.

Cercando su Google fotografie del nostro Haruki Murakami mi sono imbattuta nelle opere del suo quasi omonimo Takashi Murakami, artista poliedrico creatore del movimento Superflat, rivisitazione in chiave pop della tradizione pittorica giapponese.

Saranno cugini, mi sono chiesta ? La loro sarà una congiura familiare per riportare il Giappone al centro della scena culturale internazionale tramite il ruminamento e lo stravolgimento in salsa nipponica della cultura occidentale? Quello che è certo è che entrambi i Murakami fanno opere interessanti e delle quali subisco il fascino.

Takashi, al contrario di Haruki, ama lavorare circondato da una corte. Ha fondato, oltre al movimento Superflat, la factory Kaikai & Kiki e insieme a lui lavorano Aya Takano e Chiho Aoshima. Su questo sito potete vedere le opere di entrambi queste artiste e i loro nomi, soprattutto quello di Chiho Aoshima, sono tra quelli che maggiormente attraggono lettori su questo sito. Presto perciò scriverò di loro, di Takashi e del movimento Superflat, in mondo da capire meglio la cultura giapponese, così misteriosamente capace di essere apparentemente comprensibile e sottilmente oscura ai nostri occhi.

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