Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘L’uccello che giravale viti del mondo’ Category

Ho chiesto a Claudia di scrivere qualcosa per il blog. Qualcosa che riguardasse Murakami o il Giappone o il suo modo di guardare il Giappone attraverso la lente di Murakami.
Questo è il suo racconto. A me è piaciuto moltissimo !

Invitandomi a saltare da un nodo all’altro della rete, la famiglia Murakami  mi sta aiutando a tessere un complicato intreccio. 

Partita da un albergo di Sapporo, sono discesa in un pozzo profondo dove guardavo con mille occhi la realtà; in una radura ho visto un bagliore argentato rubare per sempre i ricordi ad un bambino che invecchiò senza poter crescere e si ritrovò in una stanzetta invasa da mille videogiochi a progettare la morte.

 

Ho guardato il Giappone che mi hanno mostrato, narcotizzato dal dolore più grande che l’umanità abbia mai regalato. L’ho visto galleggiare con leggerezza  ironia sopra un fungo gigante, guardando cartoni animati che per mille volte raccontano come riuscire a sconfiggere i mostri e continuare a vivere in una realtà deformata.

 

 

Se volete guardare il Giappone attraverso la Lente Superflat di Takashi Murakami, artista visivo e fondatore della Kakai & Kiki, e di Hiroki Azuma, critico e filosofo, leggete la pagina di questo sito dedicata al movimento SUPERFLAT, attualmente in costante aggiornamento. Lì, oltre ad alcuni post, che descrivono il percorso che mi ha portato ad interessarmi dal movimento SUPERFLAT,  potrete leggere testi di questi due autori, altrimenti non disponibili in italiano su internet.

Read Full Post »

Ieri ho rivisto Dersu Uzala. Dersu Uzala è il mio film preferito, da un anno a questa parte.

Ieri ho rivisto Dersu Uzala e i miei pensieri hanno cominciato a rimescolarsi. Ho fatto anche cose di cui non vado orgogliosa, dopo aver visto Dersu Uzala, come se la mia mente cercasse la via d’uscita dal suo labirinto, ad ogni costo. Anche a costo di farsi aiutare da un essere umano troppo piccolo, troppo giovane, per svolgere il ruolo di madre padre amico e maestro. Ma questo è la storia della mia discendenza. Le madri chiedono aiutono alle figlie quando sono a corto di saggezza.

 

Stavamo parlando, era notte, faceva freddo. Dersu guardava il fuoco.

“Se tua vita cambia, se un giorno tua vita cambia, tua moglie muore, tuo figlio muore, tua casa brucia, non puoi cancellare quello che successo. Se un giorno tuo fratello ruba tua moglie tu devi andare, solo, fino al giorno che non sarà momento di tornare. Un anno, due anni quaranta anni… tu non sai. Tuoi pensieri dovranno viaggiare. Solo dopo tu poi tornare.

Caro Dersu – come direbbe il tuo capitano – nella taiga ognuno aveva il tempo e lo spazio per guardare dentro il suo destino. Ognuno sapeva che era giusto così, che ogni vita racchiude un enigma da svelare, una sofferenza da guardare in controluce, per tutto il tempo che serve. Noi non lo facciamo, andiamo avanti, sempre avanti e la vita di molti sembra vita da buttare.

– Chiama il vecchio, digli di venire con noi vicino al fuoco.

Diceva il tuo Capitano.

– No, lui adesso pensa. Lui vede suo giardino, fiori…

Io so, da tanto tempo, qual è l’enigma che devo risolvere. Vivo dei miei tentativi di risolverlo, ma non ci penso poi così spesso. Perché la vita luccica di mille luci e vorrei vederle tutte quante. E allora mi ritrovo a vivere come se l’enigma non esistesse, come se fosse già risolto, come se mi avesse lasciato libera. Ma non è così. Il destino che mi accompagna si ripresenta sempre.

Vi ricordate L’Uccello che girava le viti del mondo? Vi ricordate del pozzo, dove Toru scendeva per trovare il senso di ciò che gli era successo? Forse i pozzi non fanno al caso mio, forse nella taiga e negli incontri con i capitani russi c’è qualcosa di più famigliare ai miei occhi, ma la necessità di scioglieri i nodi del destino è la stessa.

Leggi la seconda parte

Read Full Post »

foto NinoR. Manifestazione per richiedere il rilascio del permesso di soggiorno per tutti!

Uno dei personaggi del libro, il tenente Mamiya, smise di vivere il giorno in cui fu strappato al suo pozzo. Dentro al pozzo in cui era stato gettato durante la guerra aveva visto una luce, un momento di luce che valeva la vita intera. Quella luce era stata così intensa, quel momento così pieno, che a nulla più valeva il resto del tempo che gli restava. Mai più nella vita aveva provato felicità. Si chiedeva il perché di tutto questo, ma per ciò che era in suo potere non poteva far nient’ altro che continuare a vivere una vita senza vita.

Una luce accecante in un momento di vuoto e poi più nulla…

è una tentazione costante, ma ho avuto un professore africano che mi ha insegnato un detto della sua terra che dice: “La Vita è la vocazione dei viventi e, in modo particolare dell’essere umano. E’ una sola e va vissuta nella pienezza“.

Può sembrare poco, può sembrare semplice, ma è tutto qui, per me, il destino che ho da vivere. Con fatica, evitando di credere che l’unico modo per resistere alle onde che mi travolgono sia quello di scomparire. O di calarmi in un pozzo dove l’unica cosa che può raggiungermi è un raggio di luce accecante.

Read Full Post »

AYA TAKANO

E’ già un po’ che ho finito di leggerlo.  E’ una favola. Una favola in cui l’eroe vuole salvare la sua principessa, sconfiggendo il drago, il mostro crudele, con la sola forza della sua convinzione. Con la sola forza del pensiero. Non posso dire con la forza dell’amore, perché d’amore Murakami non parla mai. I personaggi sono avvolti da legami troppo leggeri  e persistenti per riconoscere in essi l’amore.

Il protagonista del libro spera di poter comprendere il mistero che avvolge il cuore di sua moglie, Kumiko, e di poter in questo modo sciogliere l’incantesimo che li separa. Per farlo, utilizza le connessioni che la sua mente riesce a cogliere e i percorsi sotteranei che si schiudono quando si immerge dentro ad un pozzo.  La  dedizione alla missione che compie lo porta alle soglie della vittoria. Affronta il grumo nero sepolto nel cuore di Kumiko, ma non riesce a sciogliere il nodo dolore e di malvagità che lega ogni membro la famiglia della moglie. Solo Kumiko potrà farlo e promette che lo farà, ma il tempo della favola è finito. Il nostro eroe ha concluso la sua missione senza ottenere il ritorno della sua bella.

Ho creduto a lungo nella forza della mia intenzione. Adesso ci credo un po’ meno. La vita è molto più complicata e interessante di come te la raccontano nella favole, di come te la immagini da bambina. Non credo che ci sia nulla che tu possa fare in un pozzo. Certo è importante dare spazio ai pensieri, ai percorsi che costruiscono e che svelano, e per questo ci vuole tempo. Bisogna dare tempo ai pensieri. Ma non credo nella teoria del pozzo, benché la pratichi. Passo giornate intere e settimane ferma, finché i pensieri si schiariscono. Immobile alla vita, come nel fondo di in pozzo asciutto. Ma basta provare a mettere in fila le parole guardando negli occhi qualcuno che ti ascolti per arrivare molto più in là. Per quanto mi riguarda spesso scendo nel pozzo che ho scavato nel mio giardino, ma è solo per mancanza di interlocutori. Anche una passeggiata è più efficace, ma ci vorrebbe un po’ di vita che ti scorre intorno, di vita naturale, intendo. A volte basta il fiume. 

Io amo Haruki Murakami e mi piace passare il tempo insieme a lui. 832 pagine in sua compagnia sono state comunque un regalo, e lo ringrazio.

Read Full Post »

Lo sto leggendo!

Sono a pag.295. Quando arrivo alla 832esima vi proverò a dire cosa è successo, nello scorrere delle pagine e dei miei pensieri.

Read Full Post »