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Archive for the ‘Kafka sulla spiaggia’ Category

Invitandomi a saltare da un nodo all’altro della rete, la famiglia Murakami  mi sta aiutando a tessere un complicato intreccio. 

Partita da un albergo di Sapporo, sono discesa in un pozzo profondo dove guardavo con mille occhi la realtà; in una radura ho visto un bagliore argentato rubare per sempre i ricordi ad un bambino che invecchiò senza poter crescere e si ritrovò in una stanzetta invasa da mille videogiochi a progettare la morte.

 

Ho guardato il Giappone che mi hanno mostrato, narcotizzato dal dolore più grande che l’umanità abbia mai regalato. L’ho visto galleggiare con leggerezza  ironia sopra un fungo gigante, guardando cartoni animati che per mille volte raccontano come riuscire a sconfiggere i mostri e continuare a vivere in una realtà deformata.

 

 

Se volete guardare il Giappone attraverso la Lente Superflat di Takashi Murakami, artista visivo e fondatore della Kakai & Kiki, e di Hiroki Azuma, critico e filosofo, leggete la pagina di questo sito dedicata al movimento SUPERFLAT, attualmente in costante aggiornamento. Lì, oltre ad alcuni post, che descrivono il percorso che mi ha portato ad interessarmi dal movimento SUPERFLAT,  potrete leggere testi di questi due autori, altrimenti non disponibili in italiano su internet.

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Quest’ estate, dopo molti anni e per la prima volta, riesco a fare una vacanza marina con lo strano uomo con cui mi accompagno. All’inizio, presa dall’ebrezza della novità – una settimana da passare insieme da mattina a sera e poi la notte e di nuovo la mattina – avevo proposto come meta Parigi. Dino, mio amico di sempre e grande viaggiatore, si offre di aiutarmi nella prenotazione di volo e albergo. Dopo non so quante ore passate davanti al computer di casa sua, riusciamo solo ad ottenere di essere inseriti in un certo numero di liste d’attesa. Raggiungo così la piena consapevolezza dell’indispensabiltà delle agenzie di viaggio e di un periodo di riposo totale. Entro nell’unica agenzia che conosco e dico alla ragazza che mi sta di fronte: volevo andare a Parigi, ma non ci sono riuscita. Credo che sia meglio il mare, per me. Un’ isola. Siamo in due e penso che sia il caso che ci riposiamo un po’. Solo mare, che mi consigli? Lei mi da una decina di catologhi: tutte le isole del Mediterraneo sono lì che ci aspettano. Alla fine il mio compagno di viaggio prende la decisione più saggia: Ponza. Non sarà Parigi, ma è vicina, abbordabile e si mangia bene.

Ponza è un’isola, una piccola isola: non c’è molto da fare per una coppia di turisti in motorini a noleggio. Anche a visitarla in ogni suo anfratto una settimana è lunga. L’unica cosa che una piccola isola ti suggerisce è l’ozio e nell’ozio la lettura è di casa. A Ponza, sul lungo mare, c’è una libreria, Il Levante. Il libraio è un romano, il tipico romano giovane e agiato che ha deciso di vivere su di un’isola, bhe, non so come spiegarvi ma nel suo genere è tipico. Gli chiedo se ha qualcosa di Murakami e lui si illumina, perde il suo aspetto di tipico romano agiato e fuoriporta e mi dice: Menomale! Ottima scelta! Adoro Murakami! e mi porge Kafka sulla spiaggia, in edizione rilegata. E io di rimando: Kafka sulla spiaggia! Perfetto, è uno dei pochi che non ho letto!  E continuiamo a parlare di Murakami e di scrittori orientali, scambiandoci impressioni e consigli.

Siamo una grande confraternita noi lettori appassionati di Murakami  ci stiamo espandendo ovunque, mimetizzandoci in ogni libreria, perfino in quelle per bagnanti!

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