
Invitandomi a saltare da un nodo all’altro della rete, la famiglia Murakami mi sta aiutando a tessere un complicato intreccio.
Partita da un albergo di Sapporo, sono discesa in un pozzo profondo dove guardavo con mille occhi la realtà; in una radura ho visto un bagliore argentato rubare per sempre i ricordi ad un bambino che invecchiò senza poter crescere e si ritrovò in una stanzetta invasa da mille videogiochi a progettare la morte.
Ho guardato il Giappone che mi hanno mostrato, narcotizzato dal dolore più grande che l’umanità abbia mai regalato. L’ho visto galleggiare con leggerezza ironia sopra un fungo gigante, guardando cartoni animati che per mille volte raccontano come riuscire a sconfiggere i mostri e continuare a vivere in una realtà deformata.

Se volete guardare il Giappone attraverso la Lente Superflat di Takashi Murakami, artista visivo e fondatore della Kakai & Kiki, e di Hiroki Azuma, critico e filosofo, leggete la pagina di questo sito dedicata al movimento SUPERFLAT, attualmente in costante aggiornamento. Lì, oltre ad alcuni post, che descrivono il percorso che mi ha portato ad interessarmi dal movimento SUPERFLAT, potrete leggere testi di questi due autori, altrimenti non disponibili in italiano su internet.