Qui di seguito pubblico il commento che Francesca ha scritto alla pagina Murakami, per te.
“Il mio incontro con Haruki Murakami e con il suo primo romanzo che ho letto avvenne in un modo del tutto casuale.
Dopo “ON THE ROAD” di Jack Kerouac ero rimasta affascinata dalla figura di Neal Cassady, uomo chiave della Beat Generation. Così vagando in rete trovai un blog con foto di Neal Cassidy e, in un post a parte,una citazione di Haruki Murakami.
Ciò che era scritto in quel blog mi colpì profondamente e qualche giorno dopo uscì a comprare il libro.
Era la fine di novembre e lo lessi in pochissimo tempo, sebbene avessi dovuto sostenere un esame di lì a poco.
Fui letteralmente presa dal procedere del racconto, dal modo con il quale l’autore riusciva a toccare i punti più nascosti del mio animo con uno stile molto semplice eppure inconfondibile.
Colui di cui parlava Murakami ero io: un essere slegato dal resto.
Anche io come il protagonista ero caduta in una strana forma di solitudine così forte da farmi perdere il contatto con il mondo…anche io avevo perso molte persone, e ad ognuna di loro avevo dato una parte di me che loro, andandosene, non mi hanno più restituito. Questo non aveva fatto altro che nutrire una forma di diffidenza, diciamo, che mi aveva allontanato dagli altri. Di loro non ricordavo e non ricordo nulla, non mi era e non mi è rimasto niente, se non un pò d’amaro da qualche parte dentro il mio cuore.
“Quando era stata l’ultima volta che avevo amato qualcuno davvero? Molto tempo fa. Tra una glaciazione e l’altra. In qualche fase del giurassico.Un passato di cui non restava più nessuna traccia: cancellati per sempre i dinosauri, i mammut, le tigri dai denti a sciabola…”
Anche io ero rimasta intorpidita in uno stato di sospensione temporale in cui i giorni erano tutti uguali, in cui non capitava mai nulla…..non c’era musica o forse nn la sentivo, non arrivava distintamente…
e poi? scoprire la possibiltà di un disgelo, di riacquisire lentamente il ritmo con ciò che accade con l’evolversi della storia mi rincuorava…. Forse anche io potevo farcela.
La storia d’amore fulminante che il protagonista vive mi aveva fatto un pò sognare…..io ho un pò più di 23 anni e l’uomo che da tempo osservo (da lontano!!!) un pò meno di 34, come nel libro……
Però…….adesso dico questo romanzo mi ha dato tanto, ma il modo con il quale si conclude, il fatto che il coronamento dell’integrazione del protagonista con il mondo avvenga tramite un’altra persona mi ha lasciato un pò perplessa……..cioè un romanzo è un romanzo, c’è un lieto fine che però nella vita è difficile emulare, per quanto ci sforziamo di farlo………ognuno di noi intraprende il difficile cammino della vita, ognuno di noi si innamora, viene mollato, si innamora di nuovo, c’ha degli amici, poi li cambia etc etc….però gli altri costituiscono un legame così flebile, così facile da spezzarsi………..ed è così difficile trovare persone che riescano a legarci………per cui il mio cammino di “rinascita” che avevo inizialmente intrapreso alla fine del libro è stato in qualche parte, per motivi di contingenza, deluso….io ero pronta, ma il mondo ha continuato ad offrirmi poco……forse non devo avere fretta ma ..contemporaneamente mi dico ”sono sola e
devo cavarmela da sola”, gli altri non c’entrano, l’amore non c’entra, non è una cosa che dipende da noi, non è una cosa che dipende totalmente da noi……….noi dobbiamo risolverci con i mezzi che abbiamo a nostra disposizione, non c’è sempre qualcuno disposto ad amarci e aiutarci e a salvarci……. anzi non c’è quasi mai.
Cara Francesca,
ti ringrazio moltissimo per il tuo commento, sono stata veramente felice di leggerlo e l’ ho pubblicato sia nella rubrica Murakami, per te, sia nella pagina principale del blog.
Tu sei così giovane, 23 anni, e così capace di guardare dentro di te e al mondo che è fuori.
Passando tanto tempo in compagnia di me stessa ho capito che la vita arriva sempre, che tutto l’impegno che possiamo mettere nel costruire i nostri pensieri diventerà concreto, si materializzerà in un cambiamento, solo quando arriverà qualcosa o qualcuno, da fuori, ad illuminarci ad illuminare una parte di noi che altrimenti rimarrebbe lì, ad avvitarsi su se stessa. Tutti noi abbiamo diritto a vivere nel mondo, insieme agli altri. Fosse anche che quegli altri siano un solo, particolarissimo, individuo. Da soli, per quello che è la mia esperenza, ce la si fa solo fino ad un certo punto. Certo, gli altri sono custoditi anche dentro le pagine dei libri, nella celluloide di un film, ma qundo sono fatti di carne, quando respirano la nostra stessa aria, tutto cambia, tutto si fa trasparente, reale.
Ti auguro perciò di incontrare un uomo che possa donarti il presente e costruire con te un filo di ricordi per donarvi un passato e darvi la fiducia che un futuro arrivi sempre.
Con affetto
Paola
Riporto un nuovo intervento di Francesca e la mia risposta.
Cara paola,
vorrei chiederti di mandarmi la foto relativa al mio commento, che non so perchè non riesco a visualizzare.
Poi vorrei chiederti un consiglio: dopo ‘dance dance dance’ e ‘norvegian wood’ cosa posso leggere di haruki murakami?
grazie
ciao
Cara Francesca,
è da un po’ che penso a come rispondere alla tua mail.
Non sono un’ esperta di Murakami, ho solo letto “Dance Dance Dance” come fosse una rivelazione, la rivelazione che ha questo mondo esitevano altri esseri umani che sentivano quello che sento io. Ho letto altri suoi libri, e in nessuno ho trovato la ricchezza di spunti che apparivano sotto i miei occhi mentre leggevo quel romanzo. Prima di Dance Dance Dance avevo provato a leggere “Tokyo Blues – Norvegian wood”. A molti piace, lo considerano la sua opera migliore, ma mi aveva annoiato, non lo avevo neanche finito. Adesso sto leggendo “L’uccello che girava le viti del mondo”, sono arrivata quasi alla fine. E’ avvolgente e lunghissimo, ma non sorprendente, non sorprendente come “Dance Dance Dance”.
Che dire: credo che ognuno di noi abbia una piccola raccolta di libri che lo aiutano a vivere, a comprendersi e a comprendere il mondo. Non possono essere che un numero ristretto. E se un autore ce ne regala uno, non possiamo chiedergli di ripetersi… Comunque, a me che prediligo i racconti ai romanzi, è piaciuta la raccolta “Tutti i figli di Dio danzano”.
Buona lettura!
Paola
erano passati molti anni dalla lettura del Giovane Holden e spero che da Norwegian Wood al prossimo libro intriso di nostalgia ed emotività ne passino altrettanto. Lettura magica e che rapisce il cuore, ma appunto per questo bisognerebbe andare cauti…
Scrivo tutto questo qui perchè ho appena finito di leggerlo (e coincidenza sta sera mi son pure beccato la puntata di megalopolis dedicata a Tokyo) e sto ancora cercando/aspettando la mia Midori
http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Megalopolis%5E17%5E55904,00.html
Norwegian Wood… forse dovrei provare a rileggerlo…
murakami, che grande amore…
e che bello è leggere i vostri commenti, in questo blog che mi piace tanto.
anche secondo me fin’ora “dance dance dance” resta il più bello, è quello più positivo, quello che fa intravedere più luce, che più fa sperare e consola. e il più onirico.
Cristina