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Questo posto non è solo un albergo, è uno stato mentale. Uno stato mentale che ha assunto la forma di albergo. Rimetterci piede significa confrontarsi con le ombre del passato.
Il primo capitolo contiene gran parte delle linee di sviluppo del libro e introduce le suggestioni teoriche ed etiche che ci accompagneranno lungo tutto il racconto.
Fin dalla prima riga veniamo guidati alla scoperta dell’ Albergo del Delfino, snodo spazio temporale che separa due universi percettivi, l’uno legato allo scorrere del tempo, alla realtà, ai legami tra individui; l’altro galleggiante in un limbo dove una forma di vita orfana, estinto il suo vettore evolutivo, è rimasta sospesa, immobile.
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leggere Murakami significa inseguire una sensazione…la malinconia pura, una piccola spina nel polpastrello che non esce, che diviene così familiare che quasi la si vuol accudire. Qualche giorno fa ho riletto Tokyo Blues, la prima lettura la ricordo ancora, tra i sassi posati sulle tombe del cimitero ebraico di Bologna, raccontare le circostanze che mi portarono in quel luogo è lungo, fatto sta che l’mmagine si è impressa nella mia memoria.
Quando ho iniziato a rilleggerlo mi sembrava di rivivere un film già visto, ma in una visione solitaria, elemento che tanto amo della lettura, un nickelodeon vuoto e le immagini che scorrono. amo molto questo autore da Tokyo blues a dance dance dance, dal La fine del mondo e il paese delle meraviglie a La ragazza dello Sputnik.
Questo autore io lo associo spesso ad una sensazione che consapevolmente ricerco, lui è lì pronto inconsapevolmente a farne dono e questo credo sia un elemento magico della lettura.
Cristina