Non leggo quasi mai romanzi, non è il mio genere di lettura. In bagno leggo le avvertenze dei medicinali e le istruzioni per l’uso di creme e detersivi, a volte i cataloghi di Ikea. Prima di dormire qualche pagina scritta da buddisti vari: tibetani, vietnamiti… bastano poche righe per scivolare nel sonno.
Dance Dance Dance. L’ho tenuto sul comodino per molto tempo. Lo aprivo a caso e leggevo qualche pagina. Era meglio di qualsiasi saggio buddista: l’atmosfera più avvolgente, la trama più evanescente. Quando non ho più trovato pagine nuove aprendolo a caso, ho letto la prima pagina e ho continuato fino alla fine. Poi ne ho regalato una copia ad un divoratore di libri di Stephen King – il divoratore è una persona molto saggia, ma ha alcune piccole, riprovevoli manie – e ho ricominciato a leggerlo ancora una volta, usando il mio volume come blocco per appunti e annotazioni. Contemporaneamente ho pensato di mettere le mie riflessioni su di un blog. Faccio blog per qualsiasi cosa e ne faccio alcuni anche per persone o gruppi che svolgono attività certo più utili delle mie. Alcuni fanno cose decisamente degne di nota e per me, renderne edotta la Rete, è un privilegio.
Comunque, stavolta avrei fatto un blog letterario, iniziando dal capitolo 1, decisa ad arrivare al 44.